IL MISTERO DELLA FETTA BISCOTTATA

Ho un interrogativo esistenziale molto serio da porvi oggi:…ma secondo voi nelle fette biscottate c’è il latte e l’uovo?

Ma andiamo con ordine: da quando ho avuto qualche problemino con la colecisti, il mio solerte dottore mi ha invitato a ridurre il consumo di latte e uova, onde evitare il rischio di avere una nuova colica biliare. Vabbè si, lo ammetto: ultimamente mi sono lasciato un po’ andare con la dieta. A Pasqua, ad esempio, davanti al tortaniello di mammà, non me la sono proprio sentita di mangiare in bianco e idem faccio ogni sabato sera (come voi ben sapete!).

Tuttavia, almeno nei giorni feriali, cerco di fare “il bravo” e, prima di trangugiare qualcosa, ho preso l’abitudine di leggere l’etichetta su cui sono elencati gli ingredienti, per essere sicuro che non vi siano in essi i due alimenti per me fatali. Il problema sorge allorché ogni mattina mi accingo a fare colazione e non so se faccio bene ad inzupparmi nel thè qualche fetta biscottata. Infatti, se andate a leggere gli ingredienti di qualsiasi fetta biscottata che si rispetti, vi imbatterete nella seguente scritta:

<< INGREDIENTI: farina di grano tenero integrale, farina di grano tenero di tipo “0”, lievito naturale, grasso vegetale non idrogenato, destrosio, sale, estratto di malto d’orzo e mais, farina di frumento maltato…>>

“Embè”, penserete voi, “e allora dov’è il problema?”. L’inghippo si ha quando, subito dopo segue un frase a dir poco sibillina:

<< Prodotto in uno stabilimento che utilizza anche frutta a guscio, latte, sesamo, soia, uova >>.

Dopo aver letto quest’ultimo punto, vado in crisi (la scena si ripete uguale ogni mattina): mi siedo, con calma rileggo la scritta incriminata e resto in silenzio, finché nella mia mente comincia ad avanzare prepotente un moto di ribellione che esplode in un laconico “Ma che c…o significa!!!???”.

E’ come se alla domanda “Nel tuo paese c’è qualche camorrista?” io rispondessi: “No, nessuno, però io abito in provincia di Napoli”. Credo che a chiunque verrebbe il dubbio che sto nascondendo qualcosa, no?

Così, mi perdo in mille possibili interpretazioni e mi faccio in testa un vero e proprio film…

“Forse”, penso, “il proprietario della  fabbrica di fette biscottate con queste parole misteriose sta celando un messaggio ben più profondo”. Magari ciò che realmente vuole intendere è questo:

<<Senti, mio caro consumatore, io non ti posso garantire al 100% che in questo prodotto non ci sia né latte e né uova. Vuoi sapere perché? Mò ti spiego come stanno le cose: io avevo una fabbrichetta ben avviata di fette biscottate, quando un giorno si presenta mio cognato e mi dice: “Gennà, tu mi devi aiutare!”. “Che è successo, Pascà? Hai fatto di nuovo storie con mia sorella?”. “No, no, anzi!”, chiarisce lui, “noi ci vogliamo troppo bene e abbiamo pensato anche di sposarci tra un annetto”. Al che di rimando gli rispondo: “Auguri! Embè ma senza un lavoro serio come fai a sposarti?”. “E’ proprio di questo che volevo parlarti, Gennà: io avevo pensato di mettermi a produrre pastiere napoletane!”. “Ma tu sei pazzo?” gli obietto io “Ti sei dimenticato che siamo a Milano? Qui, minimo minimo i leghisti ti arrestano se fai una cosa del genere! Ma poi in tutto questo io che c’entro?”. “C’entri, c’entri eccome, Gennaro mio!” e, dopo essersi accertato che nessuno lo sentisse, a bassa voce mi fa: “Poiché al momento non ho i soldi per aprirmi un laboratorio tutto mio, che ne pensi se all’inizio, solo per i primi tempi, io usufruissi dei tuoi macchinari? Ti prometto però che, appena gli affari cominciano ad ingranare, tolgo il disturbo. Non ti darò nessun fastidio: tu starai da un lato del capannone a fare le tue fette biscottate ed io dall’altro lato impasterò le mie pastiere. Che ne dici, Gennà? Altrimenti come me la sposo a tua sorella?”. Così, essendo stato messo alle strette, ho accettato l’offerta e da allora purtroppo (sono passati ormai dieci anni!) condivido il mio stabilimento con mio cognato. Gli affari, inaspettatamente, gli sono andati bene e la promessa di sposarsi mia sorella l’ha mantenuta; l’unico problema è che di aprirsi un laboratorio tutto suo non ne vuole proprio sapere. Per farlo andare via, dovrei solo “mettere in mezzo” un avvocato ma così rovinerei per sempre i rapporti con mia sorella e io non sono proprio il tipo che fa queste cose. Ormai mi sono rassegnato alla convivenza forzata con Pasquale ma, se proprio devo essere sincero, non posso dire che va tutto bene. Ad essere precisi, litighiamo solo per questioni di spazio. Mi spiego: poiché stiamo un po’ stretti nello stesso stabilimento, spesso capita che ai suoi operai cada qualche uovo o un po’ di latte nel mio impasto. All’inizio, quando me ne sono accorto, mi sono arrabbiato moltissimo con lui; poi, sempre per amore della quiete e della pace in famiglia, ho sopportato anche questo ma ho dovuto almeno tutelarmi con i consumatori, aggiungendo sull’etichetta: “Prodotto in uno stabilimento che utilizza anche frutta a guscio, latte, sesamo, soia, uova”>>.

Mentre mi immagino tutta la storia dello sfortunato Gennaro, commuovendomi fino alle lacrime per la sua enorme pazienza, il mio thè si è fatto ormai freddo e mi è passato perfino l’appetito. Così, mi alzo da tavola e, ancora una volta, salto la colazione …

12 risposte a IL MISTERO DELLA FETTA BISCOTTATA

  1. pisola scrive:

    hihihihihi😆 povero tommy ahaahah😆
    cmq se ti può essere d’aiuto non credo ke nelle fette biscottate ci sia uovo se così fosse nn sarebbero così porose e friabili e se ci fosse latte non si biscotterebbero così… almeno dalla mia conoscenza chimico-culinaria😐 …
    se fossi in te eviterei di saltare la colazione ma per fugare il dubbio perkè nn usi i cereali con lo yogurt? cmq qui ho trovato un sito ke elenca gli almineti consigliati e ci sono sia le fette dubbie fette che lo yogurt:
    Dieta: colite
    Alimenti consigliati:
    Minestre di avena, orzo, riso e tapioca; paste cucinate con burro fresco o brodo di verdura; pane tostato o fette biscottate; carni bianche battute od omogeneizzate, cucinate ai ferri o al vapore; pesci magri lessi; uova alla coque; patate lesse e purea; formaggi non fermentati e yogurt; frutta cotta, grattugiata oppure intera ma soltanto molto matura e privata della buccia.
    Alimenti sconsigliati:
    Brodi di carne, insaccati, spezie, carni grasse o cacciagione, pesce grasso, scatolame, pane fresco, verdure crude, cioccolato, panna, frutta acerba, gelati.
    il link è questo :
    http://www.romaexplorer.it/roma/salute/marketing/dieta_colesterolo_colite_gastrite.htm
    spero di essere stata utile🙂 ahaha fammi sapere se scopri qualcosa su gennaro ahahaha😆

    • fratellicapone scrive:

      Grazie Pisola. Farò tesoro dei tuoi consigli e ho già salvato fra i preferiti la pagina che mi hai consigliato. Purtroppo non riesco tanto a digerire lo yogurt e, per la gioia di Alessia Marcuzzi, dopo averlo mangiato la mia peristalsi intestinale riceve un’accelerazione improvvisa che mi porta a correre subito in bagno. In più, ho letto ultimamente notizie terribili sul latte e i suoi derivati (yogurt compreso): il dottor W. Ellis, grande esperto del problema, sostiene che chi vuole procurarsi allergie, deve bere latte. Senti qua: “Pochi adulti riescono a metabolizzare le proteine del latte, la principale delle quali è la caseina. Il latte ingerito diviene una massa mucillaginosa che si indurisce, aderendo a qualsiasi altra sostanza si trovi nell’intestino tenue, rendendo assai più difficile il funzionamento dell’organismo”. Per quanto riguarda le uova, invece, non ne sto affatto sentendo la mancanza perché sto mangiando quelle di cioccolata che mi hanno regalato a Pasqua…he he he
      Cmq ho dimenticato di dire che la frase ambigua sull’etichetta ultimamente la trovo anche sulle confezioni dei crackers: forse il povero Gennarino ha iniziato a non poterne più neanche lui di fette biscottate!!!

  2. Chrono81 scrive:

    EHEHEHEH 😆
    Secondo me con quella frase ambigua si parano il culo nel caso tu scopra nelle fette biscottate, magari spaccandoti un dente, delle scorze di frutta a guscio, dei gusci di uova, dei semi di sesamo/soia che ti si infilano come ‘nucellin int’a mol’…🙂

    Auguri a Pasquale per il suo matrimonio!😀

    • fratellicapone scrive:

      Verissimo! E’ una frase che mi ricorda tanto certe battute di Luciano De Crescenzo riguardo al pressappochismo che contraddistingue noi napoletani. Allo stesso tempo, “sento puzza di frode” perché è una scritta molto simile agli oracoli della Pizia nell’antica Grecia. Suona un pò come: “In teoria non dovresti trovare sorprese nel nostro prodotto, però se invece succede il contrario sono fatti tuoi. Noi te l’avevamo detto!”.
      Ma non è più bella la chiarezza e la sincerità? Quanto aveva ragione Gesù Cristo quando diceva: “Ma il vostro parlare sia SI SI oppure NO NO; ciò che è in più viene dal maligno”!

  3. tiger scrive:

    hihihi😀
    questo scenario da te proposto mi ricorda tanto un racconto sempre tuo su di un tuo conoscente( zio se non erro ) che lavorando in uno stabilimento di gelati, spesso insieme alla zuppa inglese e la stracciatella trovava mescolati ingredienti decisamente meno gustosi come ratti, scarafaggi e quant’altro…mi chiedo in quel caso cosa avrebbero dovuto scrivere sull’etichetta?

    • fratellicapone scrive:

      ha ha ha! Hai ragione! Mio zio potrebbe scrivere un libro sulle schifezze che succedono nella fabbrica in cui lavora. Pensa che una volta mi raccontò che nell’impasto delle cialde, oltre a ratti e scarafaggi, cadde anche il dito di un povero operaio, tranciato da un pericoloso macchinario per un attimo di distrazione. Il Capo Reparto, appena saputo dell’incidente, anziché gettare via tutto il miscuglio (dito compreso), diede ordine di continuare a lavorare con la massima strafottenza.
      Se Gennaro fosse stato il proprietario di questa fabbrica, credo che avrebbe indetto un concorso per tutti i consumatori con lo slogan: “Se trovi un dito, vinci un bel vestito!” oppure “Se trovi lo scarrafone, vinci un viaggio in Giappone!”.

  4. pisola scrive:

    oddiooooooooooooooo che skifo!!!ma in ke fabbrica lavora tuo zio?così nn compro niente bleeeeaaaah😦

    • fratellicapone scrive:

      E’ molto triste ma purtroppo è tutto vero. E’una nota azienda di gelati ma il nome forse è meglio se non lo scrivo in questa sede perché altrimenti qualcuno potrebbe querelarmi per diffamazione.

  5. pisola scrive:

    mmmm okok… allora niente gelati…:P

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