Le cronache di Patatia: parte seconda

“Nebbia… tutta attorno, è così densa palpabile. Guardo ovunque, in ogni direzione, sono solo.  Ogni mio movimento sembra rallentato dall’ansia, dall’attesa di qualcosa che sta arrivando… lo sento… è qualcosa di più grande.  Dentro di me una tensione inumana, prende vita nel sudore che scorre sul viso e da lì su tutto il corpo pronto a reagire in ogni momento. Se almeno arrivasse…”

Yan-Komò: la vera storia di Kako Lee

 

“Yan-comiiiiinoooo!!! Yan-comiiiiinoooo!!! Svegliati Yan-komino”

Sentì degli schiaffetti sul viso: era disteso a terra, svenuto, e sudava freddo.

Riaprì lentamente gli occhi, ogni cosa sembrava muoversi e fluttuare. Alzò la testa, ma la sentiva pesante, così come tutto il corpo. Una immagine… una bella ragazza… bionda, con lunghi boccoli che accarezzavano un viso d’angelo… lo guardava, poi una mano gli sfiorò delicatamente la testa per aiutarlo a tenerla alzata… si lasciò andare a quel tocco e un sorriso rilassò il suo viso. Riprese colore. Quella voce che prima percepiva ovattata si fece così limpida che strideva con la soavità di quella creatura. Era così… calda… forte… virile…

“Kuon-Cho Kuon-Cho!!! Quanto sei brutto!!!… ma che è successo?”

Era il fratello che aveva sentito il suo tonfo sordo ed era corso ad aiutarlo.

“Yan-komì sei svenuto! come ti senti?”

Poggiò la mano a terra e provò a mettersi seduto emettendo, al contempo, un suono gutturale che sembrava aiutarlo nel movimento. “Bagnato…”

Kuon si mise a ridere e lo aiutò ad alzarsi.

 

Non fecero a tempo a domandarsi il perché di quel malessere, che qualcuno bussò alla porta di casa.

Si guardarono negli occhi incuriositi, Kuon andò ad aprire mentre Yan si appoggiava al muro in cerca di una sedia.

Aprì la porta ma non vide nessuno, poi sentì una voce tossire e dire:

“Ehm… son qui…”

Guardò in basso e lo vide.

Era un piccolo essere, poco più alto di un girasole, dai vestiti insoliti che ricordavano i campi di grano e l’aria di chi aveva viaggiato molto.

“Mi chiamo Mimmo e vengo da una terra lontana, forse a voi sconosciuta. Mi hanno mandato qui per aiutarvi.”

 

“Aiutarci?” rispose Kuon, “in cosa?”

“La domanda non è in cosa, ma contro cosa…”

 

Kuon si girò verso casa cercando con lo sguardo preoccupato Yan-Komò, lo vide stravaccato su una sedia, poi prestò di nuovo attenzione al suo interlocutore.

“Dimmi allora…”

“Calma, ogni cosa nel luogo e al momento opportuno…”

L’omaccione annuì e lo fece entrare.

 

Mimmo guardò lo stato pietoso in cui si trovava Yan-komò e subito pensò: “è lui!” ma il suo viso non si scompose e tenne la cosa per sé.

Kuon offrì subito del cibo e dell’acqua al piccolo ospite che veniva da così lontano ma lui con gentilezza disse:

“Grazie ma ho già mangiato a casa, mamma ha fatto la pizza con le patate…”

Kuon strabuzzò gli occhi ed esclamò: “Ma tu abiti dall’altro lato del mondo!”

E lui… “Si, ma non ho digerito bene e non ho fame. Però ora che ci penso ci vorrebbe proprio…” e dicendo così tirò fuori una piccola otre e dette un rapido sorso… “AHHH! Ora si che va meglio!!!” …e altrettanto rapidamente la nascose di nuovo sotto i suoi vestiti.

 

Yan-Komò e Kuon-Cho si guardarono perplessi e capirono che l’esserino che avevano davanti doveva essere ancora più bizzarro di come appariva.

L’espressione dello gnomo cambiò, si fece improvvisamente seria e profonda.

“Ora ditemi cosa è successo, perché Yan-komò è in questo stato?”

Così i due cominciarono a raccontare quello che era loro accaduto e Mimmo ebbe l’ulteriore conferma di  ciò che già pensava.

“Non è stato un malessere ma qualcosa di oscuro che si fa strada dentro Yan-Komò. Dobbiamo far presto, dobbiamo partire.”

“Partire??????” fecero in coro.

“Sì, ed è un viaggio lungo, avete una carrozza, dei cavalli?”yancomino

Al che lo sguardo di Yan si illuminò e con fierezza disse: “abbiamo di meglio! Kuon vai a svegliare il panda!”

“Un panda? ma è una specie protetta!!!”

“eheh!” ridacchiò Kuon “ma il nostro non è un panda come tutti gli altri è un panda 850 special!!!”

In breve si ritrovarono sul dorso dell’animale che li portava dove il piccolo Mimmo indicava.

 

Passarono monti, percorsero strade e attraversarono ponti ma solo davanti ad un meraviglioso giardino si fermarono.

“Eccoci! Questo è il posto. Al centro di questo giardino incantato, c’è un uomo saggio che può aiutarci, lo chiamano il Magnifico ed è tutto quello che so. Ma dobbiamo stare attenti perché questo giardino è tanto bello quanto pericoloso”. Diede un rapido sorso alla sua ghirba, fece cenno di andare e i due fratelli lo seguirono.

 

C’era un lungo viale, e al suo ingresso una figura inquietante li fissava. Si accostò a loro e disse:

“ Capo ’a tenite ’a prenotazion???”

Yan e Kuon non capirono cosa volesse dire ma il piccolo Mimmo che conosceva molte lingue fece un cenno con il capo e il guardiano li lasciò passare.

Appena furono un po’ distanti Yan chiese al piccoletto cosa il guardiano del giardino avesse detto e Mimmo con molta seraficità: “no… niente… voleva solo sapere se eravamo pronti ad aspettare tutta la nostra vita per incontrare il Magnifico… ma tanto a Yan ne resta poca… quindi facciamo presto”

I due spalancarono gli occhi e Yan cominciò a cercare i fazzolettini che era convinto aver messo nella tasca anteriore del suo kimono.

S’incamminarono lungo il viale che conduceva al centro del giardino. Giunsero ad un capanno dove c’erano soffici poltrone ed una velata brezza. Yan e Kuon, stanchi del viaggio subito vi si fiondarono e in  men che non si dica caddero in un sonno profondo. Mimmo non poté che osservare inerme rendendosi subito conto che quel sonno era innaturale. Non si perse d’animo, prese da una delle sue tasche un libricino con delicate finiture elfiche, lo aprì sicuro ad una pagina e disse a gran voce:

 

“Scétate, Carulí’, ca ll’aria è doce!”

 

A quelle parole, la sottile brezza si fermò, le poltrone svanirono e i due fratelli tonfarono a terra rovinosamente svegliandosi dal sonno incantato. Si alzarono e continuarono il cammino come se nulla fosse accaduto. Mimmo li seguì sorridendo.

 

Improvvisamente l’aria si fece più afosa, la strada ormai sembrava senza fine e la stanchezza cominciava a farsi sentire. Ad un tratto scorsero una maestosa fontana in un verde spiraglio che dava refrigerio al solo guardarlo. Si fermarono per qualche istante per rinfrescarsi e riprendere le forze. Yan e Mimmo si avvicinarono alla fontana, ma prima ancora che Yan mettesse la mano in quell’acqua limpida, vide il suo riflesso che lo fissava. Poi iniziò a deformarsi, trasformandosi in qualcosa di orrendo, Yan cadde a terra impaurito e si allontanò terrorizzato dalla fontana. Mimmo, invece, cominciò a sentire una voce lontana che lo chiamava, si guardò intorno, poi volse lo sguardo all’acqua e vide un uomo nudo su un cavallo bianco… diede un grido e corse via a nascondersi dietro un arbusto. Di lì a poco si sentì un insolito profumo di pini selvatici e petali di biancospino…

 Kuon, vista la scena, si guardò bene dal recarsi alla fontana, prese il fratello per un braccio e lo trascinò fuori da quello spiazzo. Poi andò a cercare Mimmo che trovò ad allacciarsi le brache ma con l’aria e il viso soddisfatto e rilassato. Ripresero allora la marcia.

 Finalmente arrivarono a quello che sembrava il centro del giardino. Erano stanchi, affamati e ormai rasseganti a passare quel poco che rimaneva da vivere a Yan-Komò alla ricerca di questo fantomatico essere che si faceva chiamare il Magnifico. Ma lì trovarono un immenso atrio, da cui si scorgevano un numero imprecisato di tavoli in festa e ricolmi di ogni prelibatezza. Ai due fratelli si spalancò la bocca ed un rivolo di saliva fece capolino i un angolo, iniziarono a correre verso quel pantagruelico banchetto facendo a gara a chi arrivasse prima. Mimmo provò a rincorrerli gridando “Aspettatemi!!!!” ma data la sua statura non riuscì a stare al loro passo. Quando li raggiunse avevano già spazzolato la metà delle pietanze sul tavolo a cui si erano seduti. 

Mangiarono e si satollarono tutti. Quando all’improvviso spuntò fuori un bizzarro omino, con degli enormi occhiali che gli coprivano il viso. Si avvicinò velocemente a loro, e con una ancora più spedita parlantina disse loro: “Ciao, ciao! Tutto bene? Vi è piaciuto tutto?” non fecero a tempo a rispondere che subito continuò “ecco, ecco! Dateli ai vostri amici!!!” e diede loro una montagna di caramelle e cartoncini con su scritto Il Magnifico,  saggio povero napoletano.

Mimmo allora prese la parola e spiegò la situazione al saggio.

Allora il Magnifico chiuse gli occhi, incrociò le braccia e si concentrò per qualche istante. Poi profetizzò queste parole:

 “Prima che Mimmo si purifichi tre volte tu morirai!” e allungò il braccio facendo con le dita una “V” di vittoria!

Mimmo, mentre Yan era ancora alla ricerca disperata dei fazzolettini, per tutta risposta esclamò:

“Ah vabbè… ma allora ci vuole tempo…”.

Dovete sapere infatti che ogni gnomo si purifica una volta l’anno, proprio quando in primavera l’aria si riempie di quelle magnifiche fragranze della natura accompagnate dai vivaci colori del bosco.

 

Poi il saggio riprese la parola:

“Dentro di te c’è  un demone che non riesci a scacciare. Un lato oscuro che prenderà il sopravvento e allora tu sarai come morto.”

 

Detto questo Mimmo cacciò ancora la sua piccola otre diede un sorso e la riposò velocemente. Il suo viso però assunse un espressione strana, cominciò a stringere le gambe e alla fine, rosso in viso, chiese: “Ehm… dov’è il bagno?” non aspettò la risposta e corse a nascondersi dietro un cespuglio da cui poco dopo si senti un gemito liberatorio seguito dall’insolito profumo di pini selvatici e petali di biancospino.

Tornato il piccolo gnomo, il Magnifico prese una bottiglia e disse: “Ecco accettate questo dono, lo prepara un mio amico! Brindate alla pace dei popoli!!!” detto ciò sparì così come era venuto.

 

“Ma come!” urlò Yan-Komò “non ci ha detto come fermarlo!!!!” e Mimmo “vabbè beviamoci su!”. Allora stappò e versò a tutti da bere quel dolce nettare donatogli dal saggio. Ma non appena lo ebbe assaggiato gli si ingrandirono gli occhi e pensò “No, di nuovo NO!” e corse ancora dietro lo stesso cespuglio. Ma prima che l’ormai familiare profumo si diffondesse, Yan-komino cominciò a sudare di nuovo, divenne pallido in volto e Kuon-Cho temette che stesse per svenire ancora. Ma in realtà qualcosa di peggio stava per accadere. La sua pelle si ingrigì, i capelli divennero lunghi e neri come l’inferno. La sua voce, ormai rauca, non faceva altro che ridere sadicamente della vittoria perpetrata.

 

yanlatooscuro

 

Kuon cominciò ad indietreggiare non riconoscendo più il fratello in quell’essere, proprio lo stesso che Yan aveva visto riflesso nella fontana.

Quando Mimmo tornò, trovò Kuon-Cho Kuon-Cho riverso a terra tremante, e il demone che stava per infierire su di lui. Al che gridò “FERMO!!! In nome della regina degli elfi, figlia della Luce, io ti ordino di fermati!”. Sentendo quel nome  il demone si bloccò, tacque qualche istante, poi guardò Mimmo e scoppio in una risata ancora più possente: si diresse verso di lui. Resosi conti del guaio in cui si era cacciato, Mimmo perse la sua spavalderia e quando si trovò faccia a faccia con il mostro disse balbettante: “Ehm… gradisce un po’ di qahvè???” E gli porse tremante l’otre che portava sempre con se. L’orrenda creatura gliela strappò di mano e la bevve tutta d’un sorso conscio della propria immortalità. Ma appena l’ebbe inghiottita una serie si singulti maleodoranti lo fecero smettere di ridere, le potenti erbe aromatiche con cui la dolce madre gnomo aveva preparato quella bevanda stavano risvegliando lo spirito assopito di Yan-Komino. Il Mostro allora corse a nascondersi dietro il solito cespuglio, ma stavolta il profumo che si diffuse non era esattamente di primavera…

Dopo poco si alzò la figura barcollante di Yan-Komino, era ancora vivo ed aveva scacciato il demone che aveva in corpo!

Kuon allora ringraziò il piccolo gnomo dicendo: “Hai salvato mio fratello, io e tutto il nostro villaggio te ne saremo per sempre grati, considerati da oggi nostro fratello. Per questo d’ora in poi sarai conosciuto tra la nostra gente con il nome di Kako Lee che significa colui che purifica il mondo”. Dopo aver pronunciato queste solenni parole alzarono i calici e brindarono allegramente alla pace dei popoli.

 

P.s. ogni riferimento a fatti e persone è da ritenersi puramente casuale…:mrgreen:

P.p.s.: la prima parte de “Le  Cronache di Patatia” la trovate qua

4 risposte a Le cronache di Patatia: parte seconda

  1. tiger scrive:

    😆😆😆
    Il qahvè è sempre il qahvè😆😆😆

    Spero che il terzo episodio della saga arrivi presto…mi piace u sacco…però stavolta è stata un po scarna di personaggi…il punto forte della storia è data dalla molteplicità di personaggi!

  2. Smemo scrive:

    L’idea per il terzo già c’è, in realtà la tengo già da prima di questa… mo vediamo, appena riavrò voglia di scrivere altre 5 pagine di Word…🙂 ti anticipo che questa volta si va nelle calde terre d’arabia…
    Per il numero di personaggi, beh la storia era più complessa ed è venuta un po’ più lunga; pensare a tanti personaggi significava pensare anche altri dialoghi e tutto si sarebbe allungato enormemente. Li ho caratterizzati di meno, questo sì. Con il terzo perfezioneremo il tutto. poi dipende dalla testa cosa dice:mrgreen:
    Poi ho tagliato pure alcune cose e dialoghi, gli volevo fare incontrare Lilù ma poi mi sono perso nei menadri della storia e ciccia. vabbè la cosa importante e che l’ha incontrata nella vita vera!

  3. pisola scrive:

    😆 premesso ke khuon-cho khuon-cho ci ho messo un capire perkè l’avesse kiamato così… poi ho collegato va-lentino hihihi😆 anche stavolta smemo ha fatto un buon lavoro😀 diciamo che i questi momenti ho la prova di non essere stata adottata e che anche lui serve a qulacosa hihihihi… ;P cmq la prox volta mi piacerebbe che la regina degli elfi facesse qlksina in + giusto picchè sennò resta una creatura mitologica…😐 in ogni caso
    attendiamo con ansia la terza parte!!😀

  4. Chrono81 scrive:

    😆 😆 😆
    Smemo ma tu ti fumi l’insalata riccia prima di scrivere i post…😀
    Eccezionalmente per una volta nella storia Kuonch Kuonch non è il mitico zio Enzo… che vi ricordo possiede il copyright sulla dicitura di cui sopra.

    P.S. Prego l’autore, nella prossima puntata, di inserire qualche scena di sesso in cui Mimmo sia attore principale, onde porre fine almeno nelle storie alla brutta fama che si sta procurando.😛

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