Quando i sogni diventano realtà… o quasi!

Otto giorni or sono, in un luogo lontano lontano, un piccolo gnomo festeggiava il suo 1352 compleanno. Dovete sapere infatti che questo esserino, come tutti i suoi simili, compie gli anni ogni sabato, ma questo sabato aveva qualcosa di diverso…

Il piccolo gnomo, a cui tanti e tanti anni fa fu dato il nome di Mimmo, viveva su una collina ricoperta di grandi alberi di melo, che ai suoi occhi di minuta creatura apparivano enormi e senza fine. Trascorreva il tempo, settimana dopo settimana, solo con la compagnia della sua servizievole mamma e dei suoi adorati topolini che amava accudire e sfamare. Ignaro di quel che stava per accadere, conduceva una vita semplice coltivando funghi dai forti colori e piante dal nome di donna.

Proprio quel giorno, sul calar della sera, vide da lontano, che poi tanto lontano non era ma a lui così sembrava, una nube di polvere alzata da numerosi cavalli e per ogni cavallo una creatura diversa: elfi, orchi, fate, maghi, folletti e chi più ne ha più ne metta! All’inizio ne ebbe paura e, nonostante la sua veneranda età, chiamò subito la madre per chiedere consiglio… Nella sua infinita saggezza la madre disse: «Preparerò una tisana con gli estratti dei nostri funghi e delle nostre piante, perché buoni o cattivi che essi siano, sono ospiti della nostra terra e come tali vanno rispettati». Illuminato da queste parole, Mimmo lo gnomo si precipitò subito in strada per accogliere in modo adeguato queste genti.

Ora la polvere si era abbassata e quella che prima sembrava un’ orda appariva ora come un corteo: schierati su due file affiancate, gli sconosciuti procedevano a passo lento verso la sua dimora.

Si fermarono dinanzi a lui aprendosi a ventaglio e formando un semicerchio. Al centro tre elfi e ai lati tutte le altre creature. L’elfo che era nel mezzo fece un passo avanti, era una giovane dall’aspetto nobile, e gli rivolse così la parola: «Il tuo nome è Mimmo e sei lo gnomo che cura queste terre e questi boschi?» e lui intimorito: «E’ il mio nome e questa è la mia casa».

Al che la giovane elfa scese da cavallo, seguita da tutti gli altri, e disse: «Io sono la regina degli elfi, il mio nome viene dalla luce e dalla luce ti porto un messaggio giacché ho fatto un sogno…»

Mimmo singultò e si mise ad ascoltare…

«…c’era un uomo a petto nudo, su una spiaggia deserta, che galoppava su un cavallo bianco brandendo una possente spada di fuoco e gridava… gridava forte un nome «…MIIIMMO MIIIMMOOO…» e poi ancora «…VERRO’ DA TEEEE, VERRO’ A PRENDERTIIIII…».

A quel punto il piccolo gnomo indifeso sobbalzò e gli si dipinse in volto la paura, ma la candida regina lo rasserenò dicendo: «Non temere, il mio cuore è con te e con esso le valorose persone che ora ti circondano, hanno fatto tutte lo stesso sogno e sono qui per proteggerti».

Allora il piccolo Mimmo riprese coraggio e si fece forza.

Poi ancora la nobile elfa aggiunse: «Ognuno di noi elfi porta con se un dono, per proteggerti e per proteggere». Erano in tre e tre doni ricevette.

«Quello che io porto è una piccola sacca di mithril, è indistruttibile e ti servirà a proteggere i tuoi preziosi funghi e le tue pregiate erbe», la stessa regina gli porse il dono e lui chinando il capo ringraziò.

«Quello che porta mio marito è un tomo magico, contiene potenti incantesimi e grandi alchimie, usalo con parsimonia», l’elfo alla destra della regina fece un passo avanti e gli porse il dono. Mimmo chinò ancora il capo.

«Quello che porta mio fratello sono carte e sassi incantati, servono a predire il futuro o ingannare i tuoi nemici, scoprirai da solo come usarli», l’elfo alla sinistra della regina fece un passo avanti e gli porse il dono. Per l’ultima volta lo gnomo ringraziò nello stesso modo.

Nel mentre arrivò sua madre, con una brocca fumante e un numero imprecisato di tazze, dicendo nell’antica lingua degli gnomi: «V’o pigliat nu poc e qahvè?» che significa grossomodo «Gradite un po’ di questa calda bevanda di nome qahvè?». Ma la regina non potendo bere altro che acqua di ruscello, per mantenere incontaminato il suo corpo, rispose nell’antica lingua degli elfi «Nun ‘o alleggerisc» cioè «La ringrazio, ma non posso accettare poichè i miei incantesimi potrebbero risentirne». Coincidenza vuole che la stessa frase, nella lingua degli gnomi, significhi esattamente «Si, grazie!» e allora tutti a quel punto, come doveroso dinanzi a tanta ospitalità, bevvero allegramente quella calda tisana dal sapore e dagli effetti ancora a loro sconosciuti.

Ma l’ultimo raggio di sole era sparito e la notte era ormai arrivata. Si senti all’improvviso un grido provenire dal nulla e un bagliore correre veloce nell’oscurità: «…MIIIMMOOOOO…». Tutti si voltarono e videro un orrendo essere galoppare verso di loro impugnando con entrambe le mani una grossa spada infuocata.

Allora la regina ordinò ai suoi seguaci di schierasi in difesa del piccolo Mimmo, quest’ultimo si fece da parte mentre la madre corse subito a preparare dell’altro qahvè…

Era lì difronte a loro ed apparve in tutta la sua turpitudine:

un immondo essere, sul suo cavallo bianco che gridava versi senza senso e che ad ogni alito incuteva terrore.

La regina fece allora per lanciare un potente incantesimo contro quella ignobile creatura ma, a causa della bevanda che aveva contaminato il suo corpo purissimo, uscì dalle sue labbra un miasma che stordì la compagine schierata spedendola diritta a terra.

Il povero Mimmo vedendosi ora solo e indifeso  pensò fra se e se «Mo te faccio ‘o gioc!!!» che nell’antica lingua significa «A noi due!!!».

Senza perdersi d’animo gridò «Cosa vuoi da me???» e l’essere seminudo rispose: «La tua terra, i tuoi funghi, la tua erba e la tua vita!» e sbottò in una profonda risata malefica.

Mimmo tirò un gran respiro e disse: «Se pescherai una carta dal mazzo ti risparmierò la vita!» e gli porse le carte incantate degli elfi. Quell’orribile mostro ridendosela rispose «cosa pensi di potermi fare, piccola creatura insignificante!!?? Pescherò la carta e ti ucciderò comunque!!!» così fece. Prese la carta dal mazzo e in quel mentre ebbe una visione, lui, incredibile e fortissima creatura, steso a terra esanime. Allora gli occhi gli si strabuzzarono e la bocca si spalancò dallo sgomento.

Approfittando di quegli attimi il piccolo gnomo aprì il tomo magico ad una pagina a caso e lesse ad alta voce, puntando una mano contro il mostro, quello che vi era scritto in elfico antico e di cui ignorava il significato: «Arrognati!!!».

Un bagliore allora avvolse quell’essere osceno, che cominciò pian piano a farsi sempre più piccolo, gli cadde la spada dalle mani perché ora troppo grande da reggere, e scivolò giù dal cavallo facendo un gran tonfo. A quel punto le sue dimensioni divennero tali che lo gnomo appariva ad i suoi occhi enorme e si mise per questo ad implorare la sua pietà.

Mimmo soddisfatto lo strinse in una mano, tale era a questo punto la sua grandezza, e con l’altra apri la sacca di mithril della regina in cui rinchiuse l’ormai docile mostro.

In quell’istante tutti si destarono dal torpore e si resero conto di quanto accaduto, al che l’orco che era nel gruppo disse in una lingua arcaica: «Wa fratè hai arrevutat tutt cos’!!!» emettendo al contempo un peto asfissiante seguito da un rutto puteolente, tanto che la povera fata al suo fianco, mentre cercava invano di redarguirlo gridando «GIAAAcooom………zzzzz», non potè che finire di nuovo a terra svenuta.

Tutti scoppiarono a ridere e da quel momento e per tutta la notte festeggiarono Mimmo e brindarono alla sua vittoria con la tisana che la solerte mamma gnomo aveva di nuovo preparato.

6 risposte a Quando i sogni diventano realtà… o quasi!

  1. Smemo scrive:

    Morale della favola? mi serviva un pretesto per far vedere ai patati non presenti il biglietto di auguri che abbiamo fatto per Tiger!!!! Poi appena ci sarà occasione vedreto quello vero e completo, nell’attesa godetevi quest’altra versione del “mostruoso Gianky” vestito stavolta… :mrgreen:

  2. tiger scrive:

    😆😆 ke storia avvincente e piena di pathos😆 😆
    ma veramente…veramente…u fridd nguoll proprio.
    Questo gnomo non so perchè ma mi risulta familiare…ehmmm…dove ho dejà udito le sue gesta…mah:mrgreen:
    Cmq il terribile essere è quanto di più spaventoso possa esserci…non so con quale coraggio il povero gnomo(Ke Eroe) è riuscito a fronteggiarlo e ad ucciderlo…ovviamente senza i doni non avrebbe potuto far nulla…ma credo che più dei doni in se stessi, sia stato il sentimento e l’affetto con cui quei doni sono stati elargiti…che li hanno resi magici e così invincibili…credo che il piccolo gnomo…si senta enormemente fortunato ed onorato ad aver incontrato tutti quegli amabilissimi esseri magici e di questo sono sicuro…il suo cuore sarà il custode fedele e sincero di un amore fraterno verso tutti coloro che quest’impresa l’hanno vissuta in prima persona e anche verso coloro che anche se fisicamente lontani sono stati incredibilmente vicini nelle intenzioni…lo gnomo vi Adora tutti…ma in modo particolare l’essere dalla spada di fuoco….eh si la sua spada de foco non si scorda facilmente😆
    Cmq quando volete siete tutti invitati a pigliarvi na tazza di quahvè…ci metto pure alcuni fiori olandesi portati dal mio Ciuraro di fiducia….

  3. Smemo scrive:

    comunque tengo a sottolineare che nelle storia non è stato fatto del male ad alcuna creatura, il mostro resta intrappolato nella sacca indistruttibile, praticamente te l’hai mis dint a sacc….:mrgreen:

  4. pisola scrive:

    😆 cioè davvero non ho smesso di ridere un attimo😆 come dicevo poc’anzi con smemo potremmo iniziare la saga delle cronache di patatia…ahahaaha😆
    Al di là del fatto che mi è molto piaciuta la presentazione della regina patata…mi ha molto innervosito la cosa del miasma…😐 deficienti come vi pemmetete…😀 !! Esilarante l’erba col nome di donna e l’arrangiamento lilu e dott104 davvero grande… hahhahah😆 ci sono moltissimi altri personaggi da sfruttare ..bisogna approfondire l’argomento:magari quest’estate possiamo lavorare su questa nuova rubrica…😀 ! Cmq ci tengo a precisare che il qahvè della mamma di mimmo è sempre un pò esilarante hihihi dopo averlo bevuto diamo sempre i numeri…😆
    propongo tra i prossimi personaggi…mrgreen.lilu,docia,formichina,e felix come le fatine ,madrine dello gnomo…hihihi :mrgreen: il gatto parlante (quello giu dalla signora) e tanti altri….😀 ke ne dite…?????😀

  5. Chrono81 scrive:

    Prometto che un giorno leggerò interamente questo post e lo commenterò accuratamente, nel rispetto del duro lavoro e del sudore della fronte di smemo (avrà sicuramente sudato perchè l’avrà pensato sulla tazza del cesso quindi si stava sforzando)😀

  6. […] P.p.s.: la prima parte de “Le  Cronache di Patatia” la trovate qua […]

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