Se io fossi San Gennaro

Sono ormai trascorsi alcuni giorni dalle elezioni, ma la rabbia per quanto successo non mi è ancora minimamente passata, e vagando su vari forum dell’interland Giuglianese per informarmi sui devastanti effetti della diossina sulle menti dei miei concittadini al momento di mettere quella maledetta crocetta…mi imbatto in quella che inizialmente credo essere una poesia…la leggo e ne rimango piacevolmente colpito…purtroppo però non c’è ne titolo e ne autore della suddetta…così decido di fare una rapida ricerca su google e scopro che non si tratta di nessunissima poesia ma bensì di una canzone del 2002 nientepopòdimenoche del grande FedericoSalvatore…eppure sono molto ferrato in materia…ma questa che oserei definire senza alcun dubbio la sua migliore opera…mi era sfuggita…beh come non condividerla con voi…da brividi.

ed ecco il testo…

Se io fossi san Gennaro non sarei cosi’ leggero
Con i miei napoletani io m’incazzerei davvero
Come l’oste fa i conti dopo tanto fallimento
Senza troppi complimenti sarei cinico e violento

Vorrei dire al costruttore del centro direzionale
Che ci puo’ solo pisciare perche’ ha fatto un orinale
Grattacieli di dolore un infarto nella storia
Forse e’ solo un costruttore che ha perduto la memoria

Nei meandri dei quartieri di madonne e di sirene
Paraboliche ed antenne sono aghi nelle vene
E nei vicoli dei chiostri di pastori e vecchi santi
Le finestre anodizzate sono schiaffi ai monumenti

E’ come sputare in faccia ai D’angio’ agli Aragona
Cancellare via le tracce di una Napoli padrona
E’ lo sforzo di cagare dell’ignobile pappone
Sulle perle date ai porci da Don Carlo di Borbone

E’ percio’ che mi accaloro coi politici nascosti
Perche’ solamente loro sono i veri camorristi
A cui Napoli da sempre ha pagato la tangente
E qualcuno l’ha incassata con il sangue della gente

E per certi culi grossi il traguardo e’ la poltrona
E per noi poveri fessi basta solo un Maradona
E il miracolo richiesto di quel sangue rosso chiaro
Lo sa solo Gesu’ Cristo che quel sangue e’ sangue amaro

Lo sa il Cristo ch’e’ velato di vergogna e di mistero
Da quel nobile alchimista principe di Sansevero
E con lui lo sa Virgilio il sincero Sannazzaro
Giambattista della Porta che il colpevole e’ il denaro

E nessuno dice basta per il culto della festa
E di Napoli che resta sotto gli occhi del turista
Via i vecchi marciapiedi che hanno raccontato molto
Pietre laviche e lastroni seppelliamoli d’asfalto…
…l’appalto

Ma non posso piu’ accettare l’etichetta provinciale
E una Napoli che ruba in ogni telegiornale
Una Napoli che puzza di ragu’ di malavita
Di spaghetti cocaina e di pizza margherita

Di una Napoli abusiva paradiso artificiale
Con il sogno ricorrente di fuggire e di emigrare
E di un popolo che a scuola ha creato nuovi corsi
E la cattedra che insegna qual’e’ l’arte di arrangiarsi

Io non posso piu’ accettare l’etichetta di terrone
E il proverbio che ogni figlio e’ nu bello scarrafone
E mi rode che Forcella e’ la kasba del furbone
Che ti scambia con il pacco uno stereo col mattone

Se io fossi San Gennaro giuro che vomiterei
La mia rabbia dal Vesuvio farei peggio di Pompei
E poiche’ c’ho preso gusto con la scusa del santone
Io ritengo che sia giusto fare pure qualche nome

Chiedere a Pino Daniele che fine ha fatto terra mia
Siamo lazzari felici quanno chiove ‘a pecundria
Napule e’ ‘na carta sporca Napule e’ mille paure
Ma pe’ chhiste viche nire so’ passate ‘sti ccriature

Da Pontano a Paisiello Giulio Cesare Cortese
Da Basile a Totonno Petito fino a Benedetto Croce
Da Di Giacomo a Viviani poi Caruso coi Parisi
Da Toto’ ai De Filippo fino a Massimo Troisi

C’e’ passato Genovesi e Leopardi con orgoglio
La romantica Matilde e il mattino di Scarfoglio
Filangieri Cardarelli tutto l’oro di Marotta
C’e’ passata la madonna che ora vedi a Piedigrotta

Un Luciano De Crescenzo Bellavista di Milano
E Sofia che da Pozzuoli oggi parla americano
Un Roberto De Simone che le ha preso pure il cuore
Ora cerca di sfruttarala Federico Salvatore

Ma non posso tollerare chi si arroga poi il diritto
Di cambiare e trasformare tutto cio’ che e’ stato fatto
Di chi vuol tagliar la corda con la vecchia tradizione
Di chi ha messo nella merda la cultura e la canzone

Io non posso sopportare che un signore nato a Foggia
Porta Napoli nel mondo e la stampa lo incoraggia
E che il critico ha concesso al neomelodico l’evento
Di buttare in fondo al cesso Napoli del novecento

Perche’ ancora io ci credo e mi incazzo ve lo giuro
Che Posillipo e Toledo li divide un vecchio muro
Come quello di Berlino che ci spacca in due meta’
Uno e’ figlio ‘e bucchino l’altro e’ figlio ‘e papa’

Se io fossi San Gennaro giuro che mi vestirei
Pulcinella Che Guevara e dal cielo scenderei
Per gridare alla mia gente tutto cio’ che mi fa male
E finire da innocente pure io a Poggioreale

Perche’ come Gennarino sono vecchio in fondo al cuore
La speranza Iervolino puo’ lenire il mio dolore?
Io ho capito che la vita e’ solo un viaggio di ritorno
Che domani e’ gia’ finito e che ieri e’ un nuovo giorno

Sembra un gioco di parole ma mi sento piu’ sicuro
Coi progetti dal passato e i ricordi del futuro
E alla fine del mio viaggio chiedo a Napoli perdono
Se ho cercato con coraggio di restare come sono.

Beh mi sa che l’unico che veramente può ridare un po’ di speranza a sto paese è proprio San Gennaro…(magari vestito da Che Guevara e con la buona parola di Gian Battista Basile(che si vergognerebbe a morte dei suoi paesani…l’avete fatto rivoltare nella tomba)).

11 risposte a Se io fossi San Gennaro

  1. pisola scrive:

    io sono rimasta scioccata da quanto è bella!😀
    poetica e veritiera!
    Mi è rimasto però un dubbio…chi è il tipo nato a foggia????io nunho capito?😕
    cmq se io fossi San Gennaro facess venì nu bellu diluvio universale! La gente ha dimenticato troppo con la scusa che i tempi cambiano ma è evidente che si prendono per il culo da soli..😦
    Mo vado a studiare però a presto baci…🙂

  2. dott104 scrive:

    Il tipo di Foggia dovrebbe essere Renzo Arbore!

  3. Chrono81 scrive:

    Parole da incorniciare!

    @Pisola
    Credo che il “signore nato a Foggia” sia Renzo Arbore…

  4. Chrono81 scrive:

    Eh si ora che ho visto il video posso confermare che è Renzo Arbore… anche se, secondo me, tra tutti i “colpevoli” citati è il meno grave… in fondo non è mica colpa sua se i napoletani al momento preferiscono farsi rappresentare nel mondo dai neomelodici…
    Io questo video lo metterei anche nel post della macchina 50… finalmente un napoletano che parla da napoletano!

  5. dott104 scrive:

    La stessa idea che ho avuto io!😀

  6. Khan scrive:

    Renzo arbore avra sicuramente messo la classica canzone napoletana del novecento sotto ai piedi, ma questi giovani neomelodici, che stanno su tutti i canali privati, regionale, questi bambini di 10 anni e bambine di 10 anni che cantano come chissà chi sono…. ve li siete dimenticati??? Amo napoli, vivo solo per lei, ma quando vedo queste cose, capisco perchè ci critica tutto il resto del mondo, e a volte soffro a causa di questi esseri che nemmeno oso chiamare NAPOLETANI.

  7. dott104 scrive:

    Carissimo Khan, sei il primo dopo luuuungo tempo che sia in armonia con il nostro pensiero!!!

    Fatti na lettura del post sulla macchina 50 e fatti 2 risate!😛

  8. Khan scrive:

    scusa la mia ignoranza, che cos’è il post’?? come faccio a vederlo??

  9. tiger scrive:

    Khan clicca sul seguente link:

    https://patati.wordpress.com/2007/07/08/la-macchina-50-ch-scuorn/

    ci siamo permessi di scrivere qualcosa di divertente che prendesse leggermente in giro i cantanti neomelodici…e siamo stati sommersi di interventi che inneggiavano a questi nuovi idoli della Napoli d’oggi…quindi ci fa piacere constatare che nella nostra amata città…ci sono ancora persone come te…che sono in sintonia con il nosto pensiero

  10. franky scrive:

    ciao ragazzi, gran canzone. Però io non ho capito il senso di questa strofa, me lo potete spiegare? grazie!! “”Perche’ ancora io ci credo e mi incazzo ve lo giuro
    Che Posillipo e Toledo li divide un vecchio muro
    Come quello di Berlino che ci spacca in due meta’
    Uno e’ figlio ‘e bucchino l’altro e’ figlio ‘e papa’ “”

  11. tiger scrive:

    Beh Franky esistono muri fatti di mattoni e muri invisibili che sono molto più difficili da buttar giù…Posillipo simbolo della Napoli bene e Toledo simbolo della Napoli che s’arrangia…sono due mondi completamente opposti da una parte la ricchezza… dall’altra la fame…una città divisa in due come se a separarla ci fosse un muro!
    I figli di papà sono i figli dei ricchi per i quali ad ogni problema ci pensano i soldi di papà e le conoscenze di papà
    I figli di bucchino sono gli scugnizzi, bambini cresciuti troppo in fretta…che devono imparare a “campare” già prima di saper parlare…figli dei poveri per i quali i problemi non si risolvono…ma si aggravano con la delinquenza..
    Napoli è una città piena di contraddizioni da un lato di una strada vedi il lusso più sfrenato dall’altro la fame più nera…da cui anche la canzone di Pino Daniele…”Napoli è mill culur”…Napoli è mille colori, mille sfaccettature…

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