Curiosità glottologiche: il vocabolario luscianese-italiano

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Ulisse aveva le Colonne d’Ercole, noi oggi abbiamo le colonne di Giugliano…

Se avete un pronunciato spirito d’ avventura e volete varcare i confini dell’ ignoto, vi consiglio di oltrepassare il limes giuglianese per immergervi in una realtà molto diversa dalla nostra.

Man mano che vi avvicinerete ad Aversa già l’atmosfera inizierà a cambiare e, soprattutto parlando con la gente del posto, comincerete a notare qualche differenza nella prosodia, ovvero nell’intonazione di una frase. Se però volete proprio ascoltare un dialetto “originale”, vi consiglio di spingervi ancor di più nell’entroterra, oltrepassando il vero stargate, la linea di confine tra Napoli e Caserta: l’arco con l’orologio. Attraverso un dedalo di vie, stradine e viuzze, potrete finalmente giungere in un piccolo paese, noto soprattutto per la sua ottima mozzarella di bufala: Lusciano.

Per ragioni che non voglio svelare, in passato ho potuto conoscere di persona la bellezza di questo paese che spero non venga contaminato dalla globalizzazione ed ho sperimentato la veridicità delle parole dell’ archeologo Martin Mistère (il protagonista del mio fumetto preferito), quando dice: “Le più grandi scoperte si trovano sempre nascoste dietro casa nostra”.

Premetto di essere del parere che tutti i dialetti italiani siano stupendi e, anzi, promuoverei lo studio di quello napoletano nelle scuole, soprattutto nei licei classici per l’enorme numero di termini derivanti dal greco che è possibile riscontrare in esso. Il vernacolo luscianese, però, mi ha sempre affascinato per la sua originalità e la sua rurale melodia capace di rimandarmi con la mente ad un passato incontaminato e genuino come la gente che lo parla.

Da buon filologo, ho ordinato in categorie i termini accumulati in ben quattro anni di duro lavoro ed ho cercato, quando è stato possibile, di ricavarne l’etimologia.

Che altro dirvi? Ah sì… buon viaggio!

Prima un po’ di grammatica…

1)Il verbo sapere

Sòccio = io so; es .: nun ‘o soccio (non lo so). Anche in alcune zone di Giugliano è ancora in uso.

Ssà = tu sai; es.: ‘u ssà ca rimane chiove?

2)Il verbo avere

Hé = egli ha (terza persona sing. del presente indicativo del verbo avere); es.: ma figlieto hé fatto ‘a scola?

-Hà = tu hai (seconda persona sing. del presente indicativo del verbo avere); es.: tu hà miso ‘a freccia?

3)Una “semplice” preposizione…

PE = con

P’a = con la; es.: andare p’a machina

-P’i = con i; es.: cadé p’i rienti (cadere con i denti)

P’u = con il; es.: vaco p’u treno (vado col treno)

La violenza

Sfessàre = picchiare violentemente qualcuno (verbo usato soprattutto a Frignano).

Incapuzzà = sbattere la testa.

Accìdere = anziché il napoletano accirere.

Le offese

-Scucchetùsso/a = persona lunatica.

Taluòrno = persona pedante e noiosa.

Stòtico/a = indisponente, prepotente.

-Essere una pippa appilata = persona molto avara.

Purtà cista = portare sventura, sfortuna, iella.

-Pénta (vezz. Pentélla) = chi ha una voce stridula e fastidiosa; per antonomasia, chi è maleducato. Nb: vi raccomando di pronunciare le “e” sempre chiuse: come véla, per intenderci.

-Sturcioso/a = agg. chi si dà troppe arie.

-Liccarisso/a = esigente nei gusti culinari, schizzinoso.

Bruttacciòne/a = agg. molto brutto/a.

‘Mpussùto = rincretinito.

-‘Mpssì(re) = rincretinire.

-Zappèllo/a = agg. zotico, cafone.

-Avere ‘u ruotolo (o ‘u vacillo) ‘i oro = caricatura per dire che una persona è brutta; es.: è geloso della sua ragazza come se avesse ‘u ruotolo ‘i oro. Laddove “ruotolo” significa catino, bacinella, recipiente. Solitamente, per indicare di possedere qualcosa di bello che però ci fa soffrire, si dice: tengo ‘u ruotolo ‘i oro ma ci jetto ‘u ssang arint’ (NB: è importante fare sentire le due “s” di ssang, il sangue).

Ma che diamine è questo ruotolo d’oro? Avanzo un’ipotesi fanta-glottologica: e se a Lusciano fosse nascosto il più famoso ruotolo d’oro di tutta la storia dell’umanità, il mitico Santo Graal? Dan Brown ha sbagliato tutto!

L’amicizia

-Farsi la malavolontà = guadagnarsi l’inimicizia di qualcuno.

-Sembrare Cìccio e Lélla = essere una coppia inseparabile (es.: Crik e Crok) si noti che la “e” di Lella è chiusa e si pronuncia come la “e” di véla.

Suòccio = (dal lat. socius) suo pari, della stessa stoffa; es.: fattélla p’e suòcce tuoje ( frequenta solo chi appartiene al tuo stesso rango).

Lo spazio

-‘A vì ‘o ccà = da queste parti; es.: vieni ‘a vì ‘o ccà! (in nap. ‘a via ‘e ccà).

-Lloo’ = in quel luogo, lì (mi dicono che quest’avverbio è usato soprattutto a Frignano). La pronuncia corretta si ottiene allungando per molti secondi la “o” finale che è rigorosamente chiusa, come nella parola “olmo“, per intenderci; es. a telefono: Pronto, Giuvà, ma stai lloooooo’?

-Arrapì = aprire (si noti che, a differenza del nap., si hanno due “r”); es.: arràp ‘a fenesta (laddove, in nap. arràp ha un significato molto più malizioso…).

Stantàto = agg. stretto, scomodo.

Il clima

-Schiattare ‘i muruìll = morire di caldo (penso che ‘u muruill sia il morbillo, intendendo così riferirsi al fatto che quando siamo molto accaldati compaiono sulla nostra pelle macchie ematiche molto simili a quelle riscontrate nella suddetta malattia esantematica).

-Abbafàre = mancare l’aria, soffocare

-Sfera di sole = raggio di luce

La quantità

-Portare/fare qualcosa p’a basta = fare lo stretto necessario; es.: ‘sta sarza è bbona ma l’ha fatt’ ca basta! (cioè la pietanza che hai preparato è buona ma “sa di poco”).

Sembrare/fare ‘u carico ‘i Pìcchio e Pòcchio = andare accompagnati da più persone per svolgere un’azione, un servizio, una commissione, che in realtà necessita di poca fatica per essere eseguita. Non chiedetemi chi fossero questi fantomatici “Picchio” e “Pocchio”: mi astengo dall’avanzare qualsiasi ipotesi interpretativa!

-E mezzo = affatto, per nulla; es.: no, nun me piace e mezzo!

Diritti e doveri

‘O padrone d’o ciuccio va pp‘terra = modo di dire equivalente al nap. “padrone ‘e casa jesce fore!”, ovvero togliere qualcosa al suo legittimo proprietario. (NB: vi raccomando di fare sentire forte le due “p” che precedono la “t” di terra).

Andare a duro = non andare a genio; es.: gli va a duro pagare le tasse.

Nun me ne tene! = non ce la faccio, non ne ho voglia; es.: nun me ne tene ‘e sturià.

La vitalità

Andarsi a ffà ‘i cervella = svagarsi, divertirsi.

Sbruzzùto = agg. vivace, eccitato.

Sburtucellàto/a = persona che non sta mai a casa.

La morte e le disgrazie

-Megl’è! Megl’è! = ben ti sta! Es.: sì caruto? Megl’è! Megl’è! T’ avevo ditto!

-Gnasemàto = agg. appiccicoso, raffermo.

-‘Ntesecuto = agg. duro, irrigidito.

-Fare la fine ‘i Maria ‘a sciocca = fare una brutta fine. Davvero mi dispiace per questa ignota signora (o signorina) Maria! Chissà che avrà combinato di così grave da meritarsi una punizione tanto tragica! Pace all’anima sua.

-Arrivare alle celesta = arrivare in alto.

-Punto e peggio! = ancora peggio!

Fisiologia umana

Pépeta = peto; es.: dice ‘a verità: tu ha fatt’ ‘a pepeta? (NB: “ha” è la seconda pers. sing. del verbo avere).

-S’è sciolto ‘o quaglitiello = mi è venuta fame.

(Ricordate il famoso spot di ciccolattini F*rr*R* R*che*? Ve la immaginate la signora vestita di giallo che dice al suo autista: “Ambrò sient: siccome s’è sciolto ‘o quaglitiello, nun tien niente p’ apparà ‘u stommaco?”)

12 risposte a Curiosità glottologiche: il vocabolario luscianese-italiano

  1. Chrono81 scrive:

    Mi riservo di rileggere con più attenzione domani mattina ma penso che Tigerangel sia saltato dalla sedia quando, nella prima frase, ha visto attribuire la cittadinanza delle sue amate colonne al paese di melito😕
    Ma le colonne non sono di Giugliano?
    Altrimenti che ci sta a fare via colonne?

    Cmq anche se il post è bello lungo leggetelo tutto che ne vale la pena!!!😉

    La cosa finale del quaglietiello m’ha fatt murìììì😆

  2. dott104 scrive:

    UAHUAHUAHU!!! Capone Major, m’hai fatto crepare!!! Sto ancora ridendo! Ammetto di non essere riuscito a leggere tutto, però cmq mitico!😀

  3. tigerangel scrive:

    Le Colonne pur essendo da sempre dette Colonne di GIUGLIANO in realtà appartengono a melito..e cosa ancora più triste che stanno iniziando ad essere conosciute proprio con la terminologia colonne di melito..io all’università se dico colonne di GIUGLIANO non mi capiscono..ma se dico colonne di melito mi capiscono…mah…apparimm e Fate bene fratelli..regalamm te cos..i culonn a melit..o liceo a Villaricca..a maronn a razia a mugnan..abbasc patria a puzzul e qualian…oooooooooooo è u nuosttttttttttttttt!
    Cmq Molti delle terminologie elencate si utilizzano pure da ste parti..ma solo quelle più comprensive e auliche.
    Non esito a dire che ovviamente questo post mi ha fatto pisciare sotto dalle risate..soprattutto nella conclusione..io m’a vec a kella pepeta ra signor ca dic me s’è sciovet o quaglietiell 😆 😆 😆 😆 😆

  4. Chrono81 scrive:

    Uà ce ne stanno alcuni che non si capisce proprio da dove cacchio sono venuti
    – Scucchetùsso/a
    – ‘Mpussùto
    – Sturcioso/a
    – Sburtucellàto/a

    E’ necessaria un’approfondita analisi etimologica

    Cmq il verbo Sfessàre è molto maskio 8) è minaccioso già di suo: “T’aggia sfessà malament!!!”

  5. Chrono81 scrive:

    Dimenticavo di fare i complimenti all’autore del post per il duro lavoro di classificazione che ha svolto in questi anni!:mrgreen:

    @Tigerangel
    Ma almeno a casa toja sta a Giugliano D.O.C. o si scoprirà che è una provincia settentrionale del Burkina Faso?!?! Perchè conoscendo gli zulu che abitano dietro il tuo palazzo la possibilità non è tanto remota😀

  6. luisa scrive:

    ua conoscevo solo soccio, pe e nun me ne tiene!
    cmq complimenti!
    Le colonne sono di giugliano no di melito però via colonne fa parte di melito!

  7. pisola scrive:

    😐 sono rimasta sconvolta…non sapevo ke ci avessero donato le colonne… cmq @ tigerangel nun t fruscià ca ve puteven tenè ‘e culonne..😀
    cmq è vero certi termini sono assurdi mi chiedo come ha fatto il Capone major a ricordarli tutti😯 davvero compliments…
    cmq alcuni cenni di grammatica li conosco ank’io perchè ho un’amica di trentola…e pure lei viene all’uni p’u treno😀 !!
    Cmq adesso vado a spuzzuliare qualcosa perkè mi si è sciolto o quaglietiello..😆
    PS:per la cronaca la signora del cioccolatino(ke io adoro) secondo me era di lusciano ma l’hanno voluta per forza doppiare perchè non tutti sono acculturati sulla lingua estera…🙂

  8. tigerangel scrive:

    @chrono
    Casa mia è Giugliano doc..ma purtroppo è infestata da immigrati napoletani..perchè nn se ne stanno a casa loro sti Terrunnnnnn..ovviamente tengo a precisare che Giugliano è a Nord di Napoli..noi siamo il Norddddddddd..Barbunnnnnn…😆
    Skerzo si capisce no

  9. fratellicapone scrive:

    ERRATA CORRIGE: ho modificato il post…era le colonne di Giugliano: chiedo Cristina d’A venia…però eh mammamia come siete taluorni :-)!!!Imparate ad essere più sbruzzuti…il mio motto è “think scucchetuss”!
    Grazie Grazie….la mia ex luscianese mi ha insegnato molte cose…A volte capitava che mentre parlava io pigliavo appunti…
    Ora vado a farmi un giro (sono un ragazzo sburtucellato io!)

  10. Chrono81 scrive:

    Dopo una approfondita discussione Mimmo mi ha confidato che effettivamente le colonne si trovano in territorio melitese quindi il post era fatto bene…vabbè diciamo che le colonne sono proprietà “honoris causa” di giugliano:mrgreen:

  11. Smemo scrive:

    Le colonne credo si chiamino proprio così “colonne di giugliano”; probabilmente prima stavano su territorio giuglianese, poi siamo arrivati noi e abbiamo conquistato quel lembo di terra.Poi come segno di vittoria ci abbiamo messo i semafori…😀

    Cmq alcune frasi le usa pure mamma… però lei ha fatto il liceo ad aversa! Tra l’altro ho una raccolta di proverbi che dice sempre lei (è incredibile ne tiene uno per ogni cirostanza), che se ho tempo pubblico: alcuni fanno murì!!!

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