Un interessante caso di plagio: anche Shakespeare copiava!

Tutti gli autori, tranne Adamo, hanno copiato da un predecessore.
Uno dei più sfacciati in tal senso è stato William Shakespeare: la sua tragedia Romeo e Giulietta ripercorre la triste storia di Piramo e Tisbe, favola babilonese di due giovani innamorati, appartenenti a due famiglie che si odiavano a morte.

Narra Ovidio nelle Metamorfosi che Piramo e Tisbe abitavano nello stesso edificio e fu proprio grazie a questa vicinanza che ebbero modo di conoscersi. All’inizio si guardarono da una finestra all’altra del cortile, poi s’incontrarono per le scale, infine si dettero i primi baci e si amarono teneramente. Purtroppo, però, le loro famiglie si odiavano da sempre. Si trattava di odi antichi trasmessi di padre in figlio.
Una volta sorpresi a baciarsi, Piramo e Tisbe furono rinchiusi in due sgabuzzini nelle cantine del palazzo. Ciò nonostante, continuarono a sussurrarsi frasi d’amore: la parete divisoria che separava i due sgabuzzini aveva una piccola crepa, una fessura invisibile a tutti fuorché ai due innamorati.
L’amore, insomma, non si può incatenare: lo dice anche una vecchia canzone napoletana. I due innamorati progettarono allora un piano per fuggire. Quando i rispettivi carcerieri sarebbero venuti a portare loro la cena, li avrebbero aggrediti di sorpresa e imbavagliati. Per quanto riguarda Tisbe, la nutrice guardiana era una vecchietta mite; facilissimo, quindi, immobilizzarla e toglierle le chiavi. Per Piramo, poi, la fuga era ancora più semplice: si era messo d’accordo con il custode.
I ragazzi si dettero appuntamento nel bosco accanto a una fonte e a un albero di gelso.
Tisbe giunse alla fonte e si pose a sedere sotto l’albero. Ma ecco apparire una leonessa: aveva la bocca insanguinata per aver da poco sbranato un vitello. Non appena Tisbe la scorse si rifugiò in una caverna. Nel fuggire, però, perse il mantello. La leonessa, nel frattempo, dopo essersi abbeverata alla fonte e, prima ancora di rientrare nel bosco, vide il mantello di Tisbe e lo lacerò con la bocca ancora sporca di sangue.
Piramo arrivò in ritardo: per scappare, aveva dovuto attendere l’arrivo del carceriere con il quale si era messo d’accordo. Giunse alla fonte mezz’ora dopo Tisbe; si guardò intorno e scorse sotto l’albero di gelso il mantello della fanciulla imbrattato di sangue. Accanto al mantello le orme di un leone.

Ahimè, cos’ho fatto!” disse disperato, “Sono stato io a ucciderti, amor mio! Ti ho costretto a venir qui di notte, da sola, e non ho avuto nemmeno l’accortezza di giungere per primo! Ma adesso basta: la stessa notte vedrà la fine dei due amanti!
Ciò detto raccolse il mantello, se lo portò alle labbra, lo baciò con passione e subito dopo si trafisse con un corto pugnale.
Ed ecco tornare Tisbe. La fanciulla aveva ancora paura ma non voleva deludere il suo amato. Lo cercò disperatamente ed era impaziente di raccontargli i pericoli che aveva evitato. Stava per andare via quando s’accorse che lì, steso a terra, c’era Piramo che le gettò il suo ultimo sguardo. Tisbe lo baciò, quindi gli tolse il pugnale dal petto e se lo puntò sul seno.
Poi, fra le lacrime, gridò: “Padre mio e padre di lui, genitori maledetti, fate in modo che almeno nell’urna i nostri corpi giacciano insieme, l’uno vicino all’altro.” E così dicendo si tolse la vita.
Anche Giulietta trovò il suo Romeo che stava esalando l’ultimo respiro, anche lei lo baciò sulle labbra e anche lei si trafisse con uno spadino.
Prima di accusare Shakespeare di plagio, c’è da dire che in realtà la colpa è del dio Amore che fa ripetere alle sue “vittime” sempre lo stesso copione da secoli e secoli.
Amen.

5 risposte a Un interessante caso di plagio: anche Shakespeare copiava!

  1. Chrono81 scrive:

    In questa storia ho rivissuto le mie pene d’amore dell’adolescenza…se rann tutt quant e curtellat!!!😆 😆 😆

  2. dott104 scrive:

    Wanema bella! Da sempre quando ti innamori devi stare attento a non morire! Il troppo amore fa male!😛 …a tutti, ma non a me!😛 Io ci sguazzo, come un bambino che fa il bagnetto!😀

    P.s. e”Curtellat’ fanno parte della crescita psico-fisico di ogni adolescente!!! 😀

  3. pisola scrive:

    Bella la storia…e io che pensavo che gli autori latini scrivessero solo storie di prostitute, re e gladiatori.. hihii!!
    Cmq è vero troppo amore fa male,ma è tanto docio!!!:D
    Cmq Piramo era tutto scemo secondo me,perkè in capa sua il leone si poteva mai mangiare pure le ossa??secondo me doveva cercare un pò meglio…lo dico perkè penso ke il mio amore tiene il capoccione mica il leone se lo mangiava tutto?è na parola!😆
    Cmq i plagi li ammetto se sono raccontati bene, tra l’altro chi mai si metteva a pensare a Ovidio…e se pure fosse ki lo dice a Shakespeare che era un copione?😐 In ogni caso non credo sia colpa di Amore piuttosto dei maschi ke sono cretini…perkè se Piramo e Romeo apparavano uno buono aspettavano 5 minuti e tutto questo non succedeva…pikkè i maski devono fare sempre i bellilli!!! hihihii!! siete ketini..😀
    @Chrono81&Dott104
    Siete popo ketini! non avete ritegno..pensate sempre alle stesse cose.. :! Vergogna!:mrgreen:

  4. docia scrive:

    io ho visto una scema di questo film in inglese, però ovviamenye nn mi ricordo quale!

  5. La Bisbetica Indomata scrive:

    Beh, Shakespeare conosceva sicuramente Piramo e Tisbe… basta leggere “Sogno di una notte di mezza estate”…

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