Curiosità archeo-tanatologiche: Totò aveva scoperto l’acqua calda…

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A Pompei, nella Casa degli Architetti, esiste un mosaico particolare che, con la rappresentazione del teschio e degli strumenti da muratore, esprime allegoricamente la caducità della vita e l’incombere della morte.

MosaicoPompeianoArchitetti

La livella, com’è noto, assicura l’orizzontalità: è uno strumento di precisione per la ricerca della stabilità e dell’equilibrio. La linea orizzontale calma e piana, assicurata dalla livella, è l’opposto del caos e della confusione che regnano nel mondo profano. Non a caso, nel libro di Isaia si legge: Io stabilirò l’equità con il regolo e la giustizia con la livella. In questo versetto, dunque, la livella è simbolo di giustizia, perché rappresenta l’unione perfetta della verticale e dell’orizzontale.
Legati alle braccia della livella troviamo: a sinistra di chi guarda, un manto di porpora e uno scettro; a destra, invece, un sacco e un bastone. Che significano? Semplice: la morte “livella”, cioè mette sullo stesso piano il ricco e il povero.
In mezzo, sotto al teschio, v’è una farfalla: questo insetto, infatti, vivendo al massimo 3 giorni, indica che la vita è breve. La farfalla, inoltre, è l’anima dell’uomo perché in greco antico psyché significa tanto “farfalla” quanto “anima”.
Sotto ancora c’è una ruota a sei raggi: la ruota è simbolo del mondo, cioè della realtà in perenne trasformazione ed è simbolo del tempo ciclico, nel quale si alternano le varie vicende della vita.
E’ suggestivo considerare che molti secoli dopo in una nota canzone napoletana (Simme ‘e Napule, paisà – di Fiorelli e Valente) sia espresso lo stesso concetto:
Tarantella, si ‘o munno è na rota, pigliammo ‘o minuto che sta pe’ passá. Basta ca ce sta ‘o sole…
Con tutto ciò non voglio di certo accusare Totò di scarsa originalità, anzi: mi rendo conto che parlare della morte è particolarmente difficile…e questo anzitutto perché se ne deve parlare senza averla sperimentata, dato che chi l’ha sperimentata non può più parlarne…
Il mio intento è piuttosto far notare quanto sia interessante lo studio dell’antichità e di quelle lettere che (mò ce vò) vengono definite “morte“.

Ad maiora.

‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.
‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme

8 risposte a Curiosità archeo-tanatologiche: Totò aveva scoperto l’acqua calda…

  1. dott104 scrive:

    Ogni vostro post è una poesia! Sempre un piacere da leggere! Quello della morte in particolare è forse, dopo l’amore, la cosa più difficile da descrivere. Solo, come dici, l’amore, ognuno a suo modo, può essere sperimentato e vissuto, invece per la morte è diverso, ovviamente!😛

    Giusto per curiosità, ma questo pensiero vi è venuto in mente proprio perchè ieri era il 2 novembre e avete pubblicato il post proprio allo scoccare della mezzanotte del giorno successivo!?!?!?😛

  2. Chrono81 scrive:

    No è stato pubblicato qualche ora prima…e visto che era un peccato relegarlo ad uno space, ho chiesto l’autorizzazione per una pubblicazione anche sul blog tuberoso. Indi per la di cui poscia ho provveduto a fare un copia-incolla.😉

    Non so perchè ma il fratello Capone maior ha difficoltà ad usare WordPress quindi in futuro sarà mia premura riportare anche qui i suoi post più belli. Lui usa lo space per fare acchiappanze quindi sarà un blocco psicologico😀

  3. pisola scrive:

    bella riflessione,ma soprattutto grazie per questa lezione sull’antichità di cui io a dire il vero mi sempre interessata poco..o in modo superficiale…non mi piaceva molto da piccola. L’unica cosa mi sono dovuta impgnare per leggere il post..forse perkè sto ancora “morta” di sonno:mrgreen: hihiihi
    Cmq Totò probabilmente ha proprio preso spunto da questo x scrivere la Livella, kissà!😐 cmq è un concetto sempreverde nonostante il tema…😀 (oggi sono in vena di battute idiote..)😀 pardon!

  4. Chrono81 scrive:

    Vorrei invitare tutti voi a riflettere sulla frase “La farfalla, inoltre, è l’anima dell’uomo” che mette in luce l’animo malizioso del fratello capone maior e conferma pienamente la sua idea gnocca-centrica dell’universo…altro che teoria copernicana!😀

    @FratelliCapone (sperando che lo leggano)
    Attendo con ansia e trepidazione un trattato sul naso rosso e sulle sue incredibili proprietà “acchiappanzifere”😉

  5. luisa scrive:

    mmmmmmmmmm…interessante!

  6. fratellicapone scrive:

    Vi ringrazio di cuore per aver apprezzato la mia ultima ricerca. Effettivamente ho un blocco psicologico verso l’intero mondo dell’informatica forse derivante da una regressione pre-edipica allo stadio fallico-anale. Claudio tu che ne dici?Forse mi ci vuole una serata maskia per sbloccarmi!

  7. CELLURALE CARMINE scrive:

    TOTO IL FAMILIARE CHE TUTTI PREFERISCONO UNICO E IMMENSO

  8. CELLURALE CARMINE scrive:

    IL PIU GRANDE RIVOLUZIONARIO DELL’ARTE

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