La Rubrica degli Agliarielli © – Parte N°3

Luglio 4, 2007

Risalve patati!!!

Voi tutti e siamo sicuri proprio tutti vi starete chiedendo come mai la nostra rubrica è detta “degli Agliarielli”. Dovete sapere cari amici tuberosi che dalle nostre parti è buona norma che le famiglie più illustri siano identificate non dal cognome ma dal cosiddetto “CONTRANOMM” o “STRACCIANOMM”. Voi nella vostra “ignorantità” penserete che lo straccianome sia di esclusivo dominio di persone antiche e retrograde ancora attaccate al sapore acre della terra e invece i contranomm sono ancora di attualità e vengono portati con fierezza e rispetto in quanto emblema delle proprie nobili origini.

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La Rubrica degli Agliarielli © – Parte N°2

Luglio 3, 2007

Salve!

Dopo mesi e mesi e mesi e…mesi di trepidante attesa ritorniamo con la seconda parte della nostra rubrica, anche in virtù del fatto che sabato abbiamo riscontrato numerose nonchè ignobili lacune nella nostra materia o, più in generale, in espressioni degli Agliarielli, facendo rivoltare ripetutamente e sofferentemente i nostri avi nelle loro tombe.

Proprio la gravità di tali deficienze ci ha portato alla stesura di un post discretamente corposo ma che vi consigliamo di leggere fino in fondo perchè, secondo noi, ne vale la pena!

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La Rubrica degli Agliarielli © – Parte N°1

Maggio 2, 2007

Cari patati,

con questo post inauguro una interessante sezione del blog dei patati che realizzerò con l’ausilio del caro amico “Tigerangel”. Tale rubrica è stata pensata per rendere partecipi i patati e non della lingua dei nostri nonni, dei nostri padri, nostra e dei nostri figli e dei figli dei nostri figli…e così via! Oggi cominceremo con il verbo essere, coniugato in indicativo imperfetto, uno dei preferiti di “Dott104″:

Ie sev (I sev)
Tu siv (Tu siv)
Iss sev (Iss sev)
Nuje sevem (Nui sev’m)
Vuje siven (Vui siv’n)
Loro seven (Llor sev’n)

N.B. Tra parentesi è stata riportata la pronuncia corretta.

Ora per fissare ulteriormente le idee riportiamo di seguito alcuni semplici esempi, specificando quando la frase è corretta e quando invece presenta alcuni gravi errori di base:

FRASE ERRATA N°1: Quann io er pezzerill già me piacev a banan.

Commento – La frase presenta due errori gravi: uno a livello sintattico-grammaticale e uno a livello concettuale relativo all’espressione “me piacev a banan” la quale implica grossi problemi a livello inconscio e pure infra-coscio .

FRASE CORRETTA N°1: Quann ie sev pezzerill già me piacev a patan.

FRASE ERRATA N°2: Quann nuje erem ricchi io er e maneca larga e tu eri perecchius.

Commento – Errore ENORME: non siamo mai stati ricchi. Inoltre la frase introdurrebbe un nuovo argomento di grosso interesse scientifico: il perucchio. Chi è o perucchio? Arò s’a fa? Ma soprattutto: cu chi s’a fa? L’argomento merita una trattazione ampia,ricca di approfondimenti e di testimonianze audio/video che in questa sede, almeno per il momento, preferiamo non trattare.

FRASE CORRETTA N°2: Quann nuje nun tenevem mank l’uokkie pe chiagner io sev comm a furmic e tu comm a cical.

Commento – Da notare sia il dotto riferimento alla favola di Fedro giust pe fa verè ca simm gent acculturat sia il continuo riferimento entomologico.

La prima parte della nostra rubrica è finita, vi ringraziamo per la gentile attenzione. Per approfondire l’argomento i madrelingua saranno a vostra completa disposizione 7 giorni su 7, 24 ore su 24, a meno di impegni inderogabili.
P.S. Ci scusiamo con le patate del blog per i possibili doppi sensi che sono tutti volutamente casuali. -> Notate l’ossimoro ;)