Cari patati,
con questo post inauguro una interessante sezione del blog dei patati che realizzerò con l’ausilio del caro amico “Tigerangel”. Tale rubrica è stata pensata per rendere partecipi i patati e non della lingua dei nostri nonni, dei nostri padri, nostra e dei nostri figli e dei figli dei nostri figli…e così via! Oggi cominceremo con il verbo essere, coniugato in indicativo imperfetto, uno dei preferiti di “Dott104″:
Ie sev (I sev)
Tu siv (Tu siv)
Iss sev (Iss sev)
Nuje sevem (Nui sev’m)
Vuje siven (Vui siv’n)
Loro seven (Llor sev’n)
N.B. Tra parentesi è stata riportata la pronuncia corretta.
Ora per fissare ulteriormente le idee riportiamo di seguito alcuni semplici esempi, specificando quando la frase è corretta e quando invece presenta alcuni gravi errori di base:
FRASE ERRATA N°1: Quann io er pezzerill già me piacev a banan.
Commento – La frase presenta due errori gravi: uno a livello sintattico-grammaticale e uno a livello concettuale relativo all’espressione “me piacev a banan” la quale implica grossi problemi a livello inconscio e pure infra-coscio .
FRASE CORRETTA N°1: Quann ie sev pezzerill già me piacev a patan.
FRASE ERRATA N°2: Quann nuje erem ricchi io er e maneca larga e tu eri perecchius.
Commento – Errore ENORME: non siamo mai stati ricchi. Inoltre la frase introdurrebbe un nuovo argomento di grosso interesse scientifico: il perucchio. Chi è o perucchio? Arò s’a fa? Ma soprattutto: cu chi s’a fa? L’argomento merita una trattazione ampia,ricca di approfondimenti e di testimonianze audio/video che in questa sede, almeno per il momento, preferiamo non trattare.
FRASE CORRETTA N°2: Quann nuje nun tenevem mank l’uokkie pe chiagner io sev comm a furmic e tu comm a cical.
Commento – Da notare sia il dotto riferimento alla favola di Fedro giust pe fa verè ca simm gent acculturat sia il continuo riferimento entomologico.
La prima parte della nostra rubrica è finita, vi ringraziamo per la gentile attenzione. Per approfondire l’argomento i madrelingua saranno a vostra completa disposizione 7 giorni su 7, 24 ore su 24, a meno di impegni inderogabili.
P.S. Ci scusiamo con le patate del blog per i possibili doppi sensi che sono tutti volutamente casuali. -> Notate l’ossimoro